Finalmente mi sono decisa a uscire dalla mia tana e fare una camminata nel mio rione visto che la nuova regola è che possiamo allontanarci fino a 500 metri dall'abitazione.
Il primo giorno è stato tutto una scoperta della natura e ogni momento mi fermavo a fotografare.
Qua sotto il video della primavera vista da me mentre camminavo.
sabato 25 aprile 2020
domenica 12 aprile 2020
Pinze Triestine di Pasqua
Sabato 11 aprile vigilia pasquale ho preparato le pinze triestine che sono il tipico dolce che dolce non è, cioè si può abbinare sia col dolce che col salato.
Di prima mattina le donne portavano una pinza in chiesa per farla benedire e al ritorno preparavano la colazione per tutta la famiglia.
La colazione tipica era composta dalle classiche uova sode, da prosciutto cotto caldo meglio ancora se cotto in crosta di pane, qualche pezzo di formaggio e per i bambini l'uovo di cioccolato, il tutto accompagnato dalla pinza e dalla titola che ne parlo dopo.
Questi due cibi hanno riferimenti simbolici religiosi.
La pinza rappresenta la spugna imbevuta d'aceto con cui sono state bagnate le labbra di Gesù.
Prima di infornarle bisogna spennellarle con l'uovo e praticare dei tagli a forma di croce in modo che cuocendo rimanga il segno.
Queste sono le mie prime due pinze uscite dal forno mentre altre due le ho infornate.
Stamattina 12 aprile domenica di Pasqua ho fatto colazione con una bella fetta di pinza e una tazza di infuso ai frutti di bosco, dico solo che una fetta non è bastata perché troppo buona...modestamente.
Ogni tanto durante la giornata spariva una fettina e stasera l'ho finita.
Ogni pinza pesa 400 grammi ma sono talmente soffici e gonfie che a vederle sembrano più pesanti.
Con lo stesso impasto si fanno le titole.
La titola è una treccia che a una estremità viene inserito un uovo sodo dipinto di rosso.
Il simbolo religioso rappresentato dalla titola è il chiodo della crocifissione mentre l'uovo rosso rappresenta il sasso macchiato dal sangue di Gesù.
Queste erano destinate ai bambini per la colazione mentre le pinze erano per gli adulti nonostante fossero fatte con lo stesso impasto.
Di prima mattina le donne portavano una pinza in chiesa per farla benedire e al ritorno preparavano la colazione per tutta la famiglia.
La colazione tipica era composta dalle classiche uova sode, da prosciutto cotto caldo meglio ancora se cotto in crosta di pane, qualche pezzo di formaggio e per i bambini l'uovo di cioccolato, il tutto accompagnato dalla pinza e dalla titola che ne parlo dopo.
Questi due cibi hanno riferimenti simbolici religiosi.
La pinza rappresenta la spugna imbevuta d'aceto con cui sono state bagnate le labbra di Gesù.
Prima di infornarle bisogna spennellarle con l'uovo e praticare dei tagli a forma di croce in modo che cuocendo rimanga il segno.
Queste sono le mie prime due pinze uscite dal forno mentre altre due le ho infornate.
Stamattina 12 aprile domenica di Pasqua ho fatto colazione con una bella fetta di pinza e una tazza di infuso ai frutti di bosco, dico solo che una fetta non è bastata perché troppo buona...modestamente.
Ogni tanto durante la giornata spariva una fettina e stasera l'ho finita.
Ogni pinza pesa 400 grammi ma sono talmente soffici e gonfie che a vederle sembrano più pesanti.
Con lo stesso impasto si fanno le titole.
Titola triestina foto scaricata da: gustosamente.it
La titola è una treccia che a una estremità viene inserito un uovo sodo dipinto di rosso.
Il simbolo religioso rappresentato dalla titola è il chiodo della crocifissione mentre l'uovo rosso rappresenta il sasso macchiato dal sangue di Gesù.
Queste erano destinate ai bambini per la colazione mentre le pinze erano per gli adulti nonostante fossero fatte con lo stesso impasto.
giovedì 26 marzo 2020
In cucina
In questi giorni di quarantena la maggior parte delle persone si dedica alla cucina preparando quei manicaretti che di solito non hanno tempo causa lavoro.
Io che non lavoro fuori casa ho sempre tempo ma ho poca voglia di cucinare solo per me.
In tempi normali andavo a camminare oppure mi dedicavo ad altre mansioni mentre ora che devo stare a casa ho ricominciato a cucinare.
Prima di tutto voglio dire che non sopporto di guardare i programmi alla televisione, ho sempre amato ascoltare la radio solo che da quando hanno incorporato le radio libere nei vari network non ho trovato una che mi piacesse.
Qualche anno fa ho conosciuto una radio che però posso sentire solo tramite internet ed è RTR99 Canzoni e parole fuori dal coro.
E' una radio che trasmette da Roma ma che si può ascoltare ovunque in streaming o tramite la app per smartphone o iphone.
Mi piace perché trasmettono canzoni che vanno dagli anni 60 in poi ma anche le novità inoltre lasciano suonare fino all'ultima nota.
Si può interagire tramite whatsapp con messaggi scritti o vocali.
Tutti gli speaker sono simpaticissimi, disponibili e molto competenti.
Approfitto per ringraziarli della compagnia che fanno sempre ma in particolare in questo brutto periodo.
Con le canzoni di questa radio in sottofondo mi diletto a preparare ciò che da tempo non facevo.
A parte i primi e i secondi tipo gnocchi o polpette che era da una vita che non preparavo, ho cercato qualche nuova ricetta da sperimentare tipo la torta con la farina di mais.
Di gusto è buona, è facile e veloce da preparare però a me da un po' fastidio che si sentono troppo i granelli della farina.
La prossima volta proverò a macinare la farina con il macinino del caffè, per fare lo zucchero a velo con lo zucchero semolato il macinino funziona benissimo, spero che sia uguale anche per la farina.
Appena farò l'esperimento ve lo comunicherò qui sul blog.
Altro esperimento sono stati i biscotti light senza uova e senza burro.
Sono tipo gallette ma non sono così friabili, a me sono rimaste dure e non si inzuppano, forse ho lasciato la sfoglia troppo grossa ma non credo.
Il gusto è buono e vanno bene da sgranocchiare per rompere la fame e tappare momentaneamente quel buchino nello stomaco.
Le ciambelle al latte invece sono ormai collaudate e mi piacciono tanto.
Sono biscottoni morbidi con un po' di lievito per dolci, si possono fare anche altre forme però io preferisco le ciambelle.
Andiamo avanti e passiamo al pane.
Di solito faccio dei panini semplici, anonimi, o delle pagnotte grandi da affettare invece stamattina mi sono sbizzarrita e ho fatto due tipi di panini.
In una teglia ho messo i panini a forma di chiocciola e nell'altra ho fatto una specie di nodo strano.
Devo dire che sono i migliori che ho fatto.
Il pane lo preparo in casa da diversi anni e ogni volta con un impasto diverso in base alle farine che mi ritrovo in casa.
Oggi ho usato un terzo di farina 00, un terzo di farina 0 e un terzo di semola rimacinata.
Come lievito uso lievito madre secco che mi trovo benissimo.
Non l'avevo mai fatto, stavolta ho spennellato i panini con olio di semi di soia prima di farli lievitare.
Il risultato si è visto perché non si sono screpolati e la crosta è rimasta morbida.
Io che non lavoro fuori casa ho sempre tempo ma ho poca voglia di cucinare solo per me.
In tempi normali andavo a camminare oppure mi dedicavo ad altre mansioni mentre ora che devo stare a casa ho ricominciato a cucinare.
Prima di tutto voglio dire che non sopporto di guardare i programmi alla televisione, ho sempre amato ascoltare la radio solo che da quando hanno incorporato le radio libere nei vari network non ho trovato una che mi piacesse.
Qualche anno fa ho conosciuto una radio che però posso sentire solo tramite internet ed è RTR99 Canzoni e parole fuori dal coro.
E' una radio che trasmette da Roma ma che si può ascoltare ovunque in streaming o tramite la app per smartphone o iphone.
Si può interagire tramite whatsapp con messaggi scritti o vocali.
Tutti gli speaker sono simpaticissimi, disponibili e molto competenti.
Approfitto per ringraziarli della compagnia che fanno sempre ma in particolare in questo brutto periodo.
Con le canzoni di questa radio in sottofondo mi diletto a preparare ciò che da tempo non facevo.
A parte i primi e i secondi tipo gnocchi o polpette che era da una vita che non preparavo, ho cercato qualche nuova ricetta da sperimentare tipo la torta con la farina di mais.
Di gusto è buona, è facile e veloce da preparare però a me da un po' fastidio che si sentono troppo i granelli della farina.
La prossima volta proverò a macinare la farina con il macinino del caffè, per fare lo zucchero a velo con lo zucchero semolato il macinino funziona benissimo, spero che sia uguale anche per la farina.
Appena farò l'esperimento ve lo comunicherò qui sul blog.
Altro esperimento sono stati i biscotti light senza uova e senza burro.
Sono tipo gallette ma non sono così friabili, a me sono rimaste dure e non si inzuppano, forse ho lasciato la sfoglia troppo grossa ma non credo.
Il gusto è buono e vanno bene da sgranocchiare per rompere la fame e tappare momentaneamente quel buchino nello stomaco.
Le ciambelle al latte invece sono ormai collaudate e mi piacciono tanto.
Sono biscottoni morbidi con un po' di lievito per dolci, si possono fare anche altre forme però io preferisco le ciambelle.
Andiamo avanti e passiamo al pane.
Di solito faccio dei panini semplici, anonimi, o delle pagnotte grandi da affettare invece stamattina mi sono sbizzarrita e ho fatto due tipi di panini.
In una teglia ho messo i panini a forma di chiocciola e nell'altra ho fatto una specie di nodo strano.
Devo dire che sono i migliori che ho fatto.
Il pane lo preparo in casa da diversi anni e ogni volta con un impasto diverso in base alle farine che mi ritrovo in casa.
Oggi ho usato un terzo di farina 00, un terzo di farina 0 e un terzo di semola rimacinata.
Come lievito uso lievito madre secco che mi trovo benissimo.
Non l'avevo mai fatto, stavolta ho spennellato i panini con olio di semi di soia prima di farli lievitare.
Il risultato si è visto perché non si sono screpolati e la crosta è rimasta morbida.
giovedì 19 marzo 2020
Detersivo per lavatrice
Da un bel po' di tempo preparo il detersivo per la lavatrice in modo molto semplice ed è naturale.
In questo particolare momento che siamo in casa può essere un'idea per chi vuole cimentarsi e passare un po' di tempo.
Vi lascio le istruzioni e mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti dopo aver messo in pratica questo detersivo.
Iniziamo con le istruzioni:
Ingredienti:
- 4 litri di acqua
- 1 tavoletta di sapone di marsiglia meglio se con olio d'oliva
- 4 cucchiai colmi di bicarbonato
- a piacere qualche goccia di olio essenziale
Procedimento:
In questo particolare momento che siamo in casa può essere un'idea per chi vuole cimentarsi e passare un po' di tempo.
Vi lascio le istruzioni e mi farebbe piacere ricevere i vostri commenti dopo aver messo in pratica questo detersivo.
Iniziamo con le istruzioni:
Ingredienti:
- 4 litri di acqua
- 1 tavoletta di sapone di marsiglia meglio se con olio d'oliva
- 4 cucchiai colmi di bicarbonato
- a piacere qualche goccia di olio essenziale
Procedimento:
In un pentolone versare i 4 litri di acqua e portarla a ebollizione
Nel frattempo grattugiare la tavoletta di sapone.
Io ho usato il robot da cucina ma potete usare qualsiasi altro modo.
Appena l'acqua inizia a bollire spegnere il gas e versare il sapone grattugiato, mescolare e in breve il sapone si scioglierà.
Aggiungere il bicarbonato, mescolare e alla fine aggiungere qualche goccia di olio essenziale.
Coprire la pentola con il coperchio e lasciar riposare.
Meglio preparare la sera e lasciare tutta la notte.
Alla fine rompere grossolanamente lo strato che si è formato, fate attenzione che sotto c'è l'acqua e se usate troppa forza vi schizzate.
A questo punto usate il frullatore a immersione per ottenere il detersivo liscio e cremoso.
Per conservare il detersivo così ottenuto potete usare qualsiasi contenitore.
Io uso i barattoli da 1 kg di yogurt.
Con questa dose riempio tre barattoli e mezzo.
Uso e dosi:
Due cucchiai nella vaschetta facendo attenzione che scenda quando entra l'acqua oppure, io lo preferisco, due cucchiai nella pallina da detersivo con un po' di acqua per diluire e metterla nel cestello.
Al posto dell'ammorbidente usare mezzo bicchiere di aceto bianco che igienizza, blocca i colori, ammorbidisce i tessuti ed elimina il calcare.
Buon divertimento!
sabato 29 febbraio 2020
Compleanno
Il 27 febbraio ho festeggiato il mio compleanno nel modo che mi piace di più cioè camminando.
Sono partita da casa al mattino poco dopo le 9 e sono rientrata verso le 15.
Non ho fatto molti km, circa 11, perché mi fermavo spesso ad osservare i fiorellini, le prime api, qualche farfalla bianca o gialla, purtroppo anche le processionarie che quest'anno ce ne sono moltissime.
Mi fermavo ogni tanto anche per fare qualche foto ma non molte perché quel giro ormai l'ho fotografato molte volte.
La prima sosta vera è stata per fare merenda, mi sono seduta su un sasso sotto ad un albero e baciata dal sole ho tirato fuori il mio sacchetto con dentro alcune fritole triestine fatte da mia figlia, sono dolci tipici del carnevale, buonissime-
Finito il riposo sono ripartita continuando la salita che arriva a San Giuseppe proseguo ancora un po' in salita per giungere sulla ciclopedonale, da qui in avanti è tutto più facile perché è un falsopiano in discesa fino alla fine che si trova a San Giacomo.
Prima di arrivare alla fine della ciclopedonale mi sono fermata per pranzare con il panino e la mela, un meritato riposo dopo un bel po' di chilometri senza sosta.
Mentre mi gustavo il mio panino è suonato il cellulare ed era mio figlio con la nipotina che mi hanno chiamata per farmi gli auguri e anche questo ha contribuito a rendere questa giornata migliore.
Dopo una mezz'oretta di riposo mi sono rimessa in marcia con più energia.
Proseguo in discesa per un breve tratto e di nuovo una salita che porta a San Giusto, arrivata su mi è sembrato strano vedere il piazzale adibito alla sosta dei pullman turistici completamente vuoto a causa del corona virus.
Il castello era chiuso così come il museo dell'orto lapidario mentre la Basilica era aperta però gente pochissima e quei pochi tutti triestini.
Dopo una breve sosta sono scesa dal colle verso la città sbucando in Piazza dell'Unità d'Italia e anche questa era vuota mentre di solito è sempre piena di turisti.
Ormai mi manca poco per arrivare al capolinea del bus che mi riporterà a casa.
Questa è stata la giornata del mio compleanno con tanti passi, sole, venticello, natura, fritole, panino e mela, gli auguri al telefono con tanto di canzoncina da parte di mia nipote.
La sera dopo, 28 febbraio, altro festeggiamento con mia figlia e mio genero che mi hanno invitata a cena fuori, siamo andati in un ristorante pizzeria dove ho mangiato una buonissima pizza che ne avevo proprio un gran desiderio.
Intanto che aspettavamo la cena mia figlia mi ha dato una busta e ha detto che è il regalo che mi hanno fatto.
L'ho aperta e c'era un foglio stampato del sito biorfarm con un codice da immettere per confermare l'adozione di un albero di clementine calabresi che al prossimo raccolto mi invieranno 10 kg di frutta inoltre mi terranno al corrente di come sta la pianta.
Grazie ragazzi del bel regalo
Per chi fosse interessato il sito è: biorfarm.com
Ci sono tantissime varietà di alberi da frutta pronti per essere adottati, sono aziende agricole bio che aderiscono a questa iniziativa.
Si può contattare l'agricoltore e volendo si può andare a visitare la propria pianta.
Trovo che sia una bella iniziativa.
.
Sono partita da casa al mattino poco dopo le 9 e sono rientrata verso le 15.
Non ho fatto molti km, circa 11, perché mi fermavo spesso ad osservare i fiorellini, le prime api, qualche farfalla bianca o gialla, purtroppo anche le processionarie che quest'anno ce ne sono moltissime.
Mi fermavo ogni tanto anche per fare qualche foto ma non molte perché quel giro ormai l'ho fotografato molte volte.
La prima sosta vera è stata per fare merenda, mi sono seduta su un sasso sotto ad un albero e baciata dal sole ho tirato fuori il mio sacchetto con dentro alcune fritole triestine fatte da mia figlia, sono dolci tipici del carnevale, buonissime-
Finito il riposo sono ripartita continuando la salita che arriva a San Giuseppe proseguo ancora un po' in salita per giungere sulla ciclopedonale, da qui in avanti è tutto più facile perché è un falsopiano in discesa fino alla fine che si trova a San Giacomo.
Prima di arrivare alla fine della ciclopedonale mi sono fermata per pranzare con il panino e la mela, un meritato riposo dopo un bel po' di chilometri senza sosta.
Mentre mi gustavo il mio panino è suonato il cellulare ed era mio figlio con la nipotina che mi hanno chiamata per farmi gli auguri e anche questo ha contribuito a rendere questa giornata migliore.
Dopo una mezz'oretta di riposo mi sono rimessa in marcia con più energia.
Proseguo in discesa per un breve tratto e di nuovo una salita che porta a San Giusto, arrivata su mi è sembrato strano vedere il piazzale adibito alla sosta dei pullman turistici completamente vuoto a causa del corona virus.
Il castello era chiuso così come il museo dell'orto lapidario mentre la Basilica era aperta però gente pochissima e quei pochi tutti triestini.
Dopo una breve sosta sono scesa dal colle verso la città sbucando in Piazza dell'Unità d'Italia e anche questa era vuota mentre di solito è sempre piena di turisti.
Ormai mi manca poco per arrivare al capolinea del bus che mi riporterà a casa.
Questa è stata la giornata del mio compleanno con tanti passi, sole, venticello, natura, fritole, panino e mela, gli auguri al telefono con tanto di canzoncina da parte di mia nipote.
La sera dopo, 28 febbraio, altro festeggiamento con mia figlia e mio genero che mi hanno invitata a cena fuori, siamo andati in un ristorante pizzeria dove ho mangiato una buonissima pizza che ne avevo proprio un gran desiderio.
Intanto che aspettavamo la cena mia figlia mi ha dato una busta e ha detto che è il regalo che mi hanno fatto.
L'ho aperta e c'era un foglio stampato del sito biorfarm con un codice da immettere per confermare l'adozione di un albero di clementine calabresi che al prossimo raccolto mi invieranno 10 kg di frutta inoltre mi terranno al corrente di come sta la pianta.
Grazie ragazzi del bel regalo
Per chi fosse interessato il sito è: biorfarm.com
Ci sono tantissime varietà di alberi da frutta pronti per essere adottati, sono aziende agricole bio che aderiscono a questa iniziativa.
Si può contattare l'agricoltore e volendo si può andare a visitare la propria pianta.
Trovo che sia una bella iniziativa.
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sabato 22 febbraio 2020
Tra Mare e Carso
Altra camminata per sgranchire le gambe dopo giorni di pausa però stavolta ho cambiato giro.
Ho deciso di allontanarmi dal solito percorso e andare a camminare sulla Napoleonica o strada Vicentina che si trova vicino a Opicina in provincia di Trieste.
Dopo aver preso due autobus e viaggiato per più di un'ora finalmente sono arrivata all'inizio del percorso che parte da sotto l'obelisco.
Qua c'è un piazzale con panchine e un belvedere da cui si gode di un bel panorama sul golfo di Trieste.
La strada è ghiaiosa, è in falsopiano ed è lunga circa km 3,7, la fine è nei pressi di Prosecco dove ci sono delle pareti verticali di roccia carsica attrezzate per scalare, più che altro per allenamento poiché non sono molto alte.
Alla fine della Napoleonica c'è il parcheggio per chi arriva in automobile o con altri mezzi,
poco prima del parcheggio ci sono due sentieri che entrano nel bosco e uno di questi arriva al Santuario Mariano di Monte Grisa soprannominato dai triestini "Formaggino" per la sua forma.
Quando sono arrivata nel punto dove inizia il sentiero per Monte Grisa ho visto a terra una freccia gialla e subito i piedi sono partiti in quella direzione, proseguendo sul sentiero ogni tanto ci sono i segni gialli o frecce o pallini che arrivano fino al Santuario.
Quando ho visto la prima freccia mi sono ricordata che quella è la variante alta della Via Flavia che parte da Lazzaretto (Muggia-Ts) e arriva ad Aquileia (Ud)
Giusto per finire dico che tra andata e ritorno ho sgambettato per circa 11 km calcolando anche gli spostamenti tra casa e bus e viceversa.
Ho deciso di allontanarmi dal solito percorso e andare a camminare sulla Napoleonica o strada Vicentina che si trova vicino a Opicina in provincia di Trieste.
Dopo aver preso due autobus e viaggiato per più di un'ora finalmente sono arrivata all'inizio del percorso che parte da sotto l'obelisco.
Qua c'è un piazzale con panchine e un belvedere da cui si gode di un bel panorama sul golfo di Trieste.
La strada è ghiaiosa, è in falsopiano ed è lunga circa km 3,7, la fine è nei pressi di Prosecco dove ci sono delle pareti verticali di roccia carsica attrezzate per scalare, più che altro per allenamento poiché non sono molto alte.
Alla fine della Napoleonica c'è il parcheggio per chi arriva in automobile o con altri mezzi,
poco prima del parcheggio ci sono due sentieri che entrano nel bosco e uno di questi arriva al Santuario Mariano di Monte Grisa soprannominato dai triestini "Formaggino" per la sua forma.
Quando sono arrivata nel punto dove inizia il sentiero per Monte Grisa ho visto a terra una freccia gialla e subito i piedi sono partiti in quella direzione, proseguendo sul sentiero ogni tanto ci sono i segni gialli o frecce o pallini che arrivano fino al Santuario.
Quando ho visto la prima freccia mi sono ricordata che quella è la variante alta della Via Flavia che parte da Lazzaretto (Muggia-Ts) e arriva ad Aquileia (Ud)
Giusto per finire dico che tra andata e ritorno ho sgambettato per circa 11 km calcolando anche gli spostamenti tra casa e bus e viceversa.
domenica 9 febbraio 2020
Foto composita
Dopo un sacco di tempo ho dato una ripassata ai vari appunti presi in passato sul funzionamento di Photoshop.
Lo uso spesso per aggiustare un pochino le foto che poi vedete sia qui nel blog sia nei video però oltre che aggiustarle mi piace ogni tanto fare qualche composizione.
Quando vedo qualche foto sul web e mi viene l'ispirazione comincio a cercare altre immagini da cui estrarre qualche particolare per poi aggiungerlo nella fotografia scelta come base dove poi entreranno tutti gli altri particolari.
Non sono brava a usare tutte le funzioni di questo software perché sono troppe per me da ricordare,
io ne uso poche e se qualcosa non ricordo vado in cerca di qualche tutorial in rete così riesco a fare qualcosa di decente come questa che ho fatto oggi.
Chi si intende di fotomontaggio ed effetti se vede il mio lavoro magari si mette a ridere o a piangere a seconda dei casi comunque io sono contenta del risultato che ho ottenuto.
Lo uso spesso per aggiustare un pochino le foto che poi vedete sia qui nel blog sia nei video però oltre che aggiustarle mi piace ogni tanto fare qualche composizione.
Quando vedo qualche foto sul web e mi viene l'ispirazione comincio a cercare altre immagini da cui estrarre qualche particolare per poi aggiungerlo nella fotografia scelta come base dove poi entreranno tutti gli altri particolari.
Non sono brava a usare tutte le funzioni di questo software perché sono troppe per me da ricordare,
io ne uso poche e se qualcosa non ricordo vado in cerca di qualche tutorial in rete così riesco a fare qualcosa di decente come questa che ho fatto oggi.
Chi si intende di fotomontaggio ed effetti se vede il mio lavoro magari si mette a ridere o a piangere a seconda dei casi comunque io sono contenta del risultato che ho ottenuto.
venerdì 24 gennaio 2020
Nuovi traguardi riusciti
Era febbraio del 2018 che mi allenavo con le uscite per poi andare a fare il Cammino di Santiago.
In quella uscita ero arrivata alla vedetta di San Lorenzo e poi a quella più in basso di Moccò.
Nel cerchietto a sinistra c'è la vedetta di Moccò mentre a destra più in alto nell'altro cerchietto rosso c'è la vedetta di San Lorenzo.
Dopo due anni di varie peripezie due giorni fa sono tornata alla vedetta di Moccò e oggi a San Lorenzo.
Anche se le ho raggiunte in due giorni sono comunque soddisfatta per esserci riuscita.
Panorama dalla vedetta di Moccò
Panorama dalla vedetta di San Lorenzo
Come ormai è consuetudine ci si fa i selfie
Dopo la vedetta sono salita ancora per un breve tratto e sono arrivata in paese.
Questo è il pozzo che è stato costruito nel 1893 poi ristrutturato nel 2018.
Sulla parete sono appesi due quadri con la raccolta di foto che mostrano com'era prima e le varie trasformazioni fino ad arrivare a questa.
Continuando per la strada si superano le poche case e si arriva alla chiesetta.
Anche questa è antica ed è stata ristrutturata.
Peccato che era chiusa, mi sarebbe piaciuto entrarci.
Da qua ho fatto dietrofront e sono tornata a casa soddisfatta dei quasi 12 chilometri percorsi in totale .
Il prossimo traguardo non l'ho ancora deciso perché ne ho diversi in mente.
sabato 18 gennaio 2020
Tappa della Via Flavia
Ho raggruppato i miei diversi passatempi nel video che troverete in questo post.
1) La fotografia: tutte le foto sono mie, certe scattate con una compatta altre con lo smartphone, non sono foto professionali ma mi accontento.
2) La grafica: la composizione delle foto con la grafica per creare l'insieme adatto allo scopo.
3) Camminare: è ciò che mi riesce meglio di tutto, mi piace, mi rilassa, mi libera dai pensieri e anche se passo tante volte per lo stesso percorso ogni volta vedo qualcosa di nuovo.
4) Musica: dover cercare tra tanti brani musicali da scaricare legalmente, il sito che uso è Jamendo Music.
La tappa l'ho divisa in tre mini tappe in periodi diversi per questo le foto non sono della stessa giornata.
Buona visione!
1) La fotografia: tutte le foto sono mie, certe scattate con una compatta altre con lo smartphone, non sono foto professionali ma mi accontento.
2) La grafica: la composizione delle foto con la grafica per creare l'insieme adatto allo scopo.
3) Camminare: è ciò che mi riesce meglio di tutto, mi piace, mi rilassa, mi libera dai pensieri e anche se passo tante volte per lo stesso percorso ogni volta vedo qualcosa di nuovo.
4) Musica: dover cercare tra tanti brani musicali da scaricare legalmente, il sito che uso è Jamendo Music.
La tappa l'ho divisa in tre mini tappe in periodi diversi per questo le foto non sono della stessa giornata.
Buona visione!
venerdì 10 gennaio 2020
Nuovo percorso
Per non andare sempre negli stessi posti, un paio di sere fa che non riuscivo a dormire, ho guardato su Google Maps un nuovo percorso e l'ho trovato con l'inizio abbastanza vicino a casa mia. Dopo 40 anni che ci abito è la prima volta che ho percorso questa strada e non sapevo nemmeno dove arrivava.
E' un percorso su asfalto, stradina stretta in mezzo al bosco e campagna e nonostante questo sono passate ben due macchine in tutto.
Partenza da casa e arrivo a casa, in pratica un percorso ad anello di 4,48 km totali di cui circa la metà o poco più in salita e anche un pezzo bello ripido però devo dire che l'ho superato molto bene.
Arrivata in cima della prima salita si gode di un bel panorama:
E' un percorso su asfalto, stradina stretta in mezzo al bosco e campagna e nonostante questo sono passate ben due macchine in tutto.
Partenza da casa e arrivo a casa, in pratica un percorso ad anello di 4,48 km totali di cui circa la metà o poco più in salita e anche un pezzo bello ripido però devo dire che l'ho superato molto bene.
Arrivata in cima della prima salita si gode di un bel panorama:
Sullo sfondo il paese San Giuseppe della Chiusa con la chiesa di San Giuseppe
Credevo che la salita fosse finita invece era solo un falsopiano per tirare il fiato, per fortuna dopo c'era una piccola salita e poi giù in discesa.
Purtroppo c'era subito dopo un'altra salita fino al paese e prima di affrontare la salita mi sono fermata a fare il pieno di energia con una banana e per scattare qualche foto alla natura.
Vecchio muro nel bosco
Tronco secco con chioma di edera
Pervinca
Ho ripreso a camminare con più forza dopo la breve pausa e ben presto mi sono accorta di essere molto vicina a San Giuseppe della Chiusa.
Prima di entrare in paese ci sono delle vasche che servivano da abbeveratoi.
Dalla parte opposta la stessa acqua che esce dalla vasca riempie il vecchio lavatoio.
Eccomi arrivata alle prime case del paese e la salita è quasi finita, meno male !
Proprio in cima a questa strada si intravede il segnale di stop e da lì inizia la discesa.
Scendendo tra le case del paese ad un certo punto c'è una chiesetta dedicata a Sant'Orsola, credo che sia ormai chiusa perché a vedere come è ridotta mi sa che non viene più aperta.
Continuando a scendere arrivo alla stradina che mi riporta a casa e da qui ritorna la salita fino alla fine.
Arrivata sotto casa ho visto un micio o una micia che prendeva il sole e pur se all'erta si è lasciato/a fotografare.
Anche questo giro è finito.
Concludo col dire che sono molto felice di come procede la ripresa fisica.
mercoledì 1 gennaio 2020
Turista a Trieste
Era ancora il 2019 e precisamente il 29 dicembre, la giornata era soleggiata anche se freddina con leggere raffiche di bora, per noi triestini erano solo degli aliti, con il mio amico bolognese decidiamo di andare a fare un bel giro che include sia una camminata che un giro turistico.
Partiamo al mattino verso le 9.30 e saliamo le scalette che portano alla ciclopedonale in via dell'Istria, da qui facciamo la camminata che ho già descritto in un post precedente e che si arriva al colle di San Giusto.
Quel giorno finalmente dopo tanti anni abbiamo trovato il castello aperto così siamo entrati.
La prima cosa che si trova appena entrati sono le statue in bronzo di Michez e Jachez due automi con al centro la campana.
Sono gli originali che stavano sulla torre del municipio a scandire le ore dal 1876 al 1972 poi sostituiti dalle copie perfette anch'esse in bronzo compresa la copia della campana che tutt'ora scandiscono le ore.
Per chi volesse approfondire la storia del castello può guardare qua:
http://castellodisangiustotrieste.it/castello-di-san-giusto/
Partiamo al mattino verso le 9.30 e saliamo le scalette che portano alla ciclopedonale in via dell'Istria, da qui facciamo la camminata che ho già descritto in un post precedente e che si arriva al colle di San Giusto.
Quel giorno finalmente dopo tanti anni abbiamo trovato il castello aperto così siamo entrati.
La prima cosa che si trova appena entrati sono le statue in bronzo di Michez e Jachez due automi con al centro la campana.
Sono gli originali che stavano sulla torre del municipio a scandire le ore dal 1876 al 1972 poi sostituiti dalle copie perfette anch'esse in bronzo compresa la copia della campana che tutt'ora scandiscono le ore.
Per chi volesse approfondire la storia del castello può guardare qua:
http://castellodisangiustotrieste.it/castello-di-san-giusto/
Sempre nell'atrio c'è un cannone e sul muro c'è la rosa con gli stemmi delle 13 casade triestine.
Proseguendo si entra nel cortile dove si trova il Lapidario Tergestino ubicato nei sotterranei dove sono esposti 130 reperti lapidei della Tergeste romana.
Mosaico di una villa che si trovava a Barcola rione subito fuori Trieste.
Scala per scendere nel sotterraneo
Sarcofago
Usciti dal sotterraneo saliamo sulle mura da dove si gode un panorama a 360° con la giornata limpida si riesce a vedere anche la costa istriana e la lingua di terra di Grado.
Aggiungo un breve video solo per far sentire la bora.
Dopo un po' si arriva al museo delle armi dove sono esposte le armi dal XII al XIX secolo.
Qui si trova anche la statua di San Sergio che è uno dei protettori della città di Trieste.
La Leggenda di San Sergio:
Sergio visse nel II secolo d.C. e fu tribuno della XV Legione Apollinare di stanza a Tergeste dove si convertì al Cristianesimo. Scoperto, fu richiamato a corte ma, prima di partire, promise ai suoi amici cristiani triestini, che un segno sarebbe giunto in città a comunicare la sua morte. A Sergio furono conficcati dei chiodi ai piedi e fu fatto camminare attraverso i Castrum di Saura, Tetrapirgio e Rosapha dove fu decapitato presumibilmente il giorno 7 di ottobre. Nello steesso giorno dal cielo limpido sopra il foro triestino, cadde un'alabrda (oggi conservata tra i tesori della Cattedrale di San Giusto) che in onore del compianto Sergio fu elevata a simbolo della città. Leggende fantastiche ruotano attorno alla storia di questa alabarta che non arrugginisce mai e non prende né dorature né argentature. Il fatto che la leggenda narri della sua caduda dal cielo ha fatto risalire a lontane leggende celtiche che narrano di fabbri che lavoravano il ferro meteorico, ossia un metallo ferroso caduto raccolto da meteore cadute. Sembra inoltre che l'alabarda sia arricchita di fosforo, una pratica che si otteneva trafiggendo un esser umano con l'arma appena forgiata.
Sul luogo del martirio di Sergio (oggi in Siria) fu eretta una chiesa che raccoglieva le sue spoglie poi traslate in una vicina e più grande chiesa costruita successivamente in suo onore. Nel V sec. a Frigia fu costruita un'enorme basilica attorno alla quale si formò un enorme villaggio che l'Imperatore Giustiniano chiamò Sergiopoli.
I Santi Sergio e Bacco (anch'egli tribuno romano martirizzato assieme a Sergio) si onorano il 7 ottobre e San Sergio è uno dei Santi Protettori di Trieste.
Faceva parte del territorio di Trieste il paese di San Sergio, oggi Črni Kal in Slovenia a ridosso del confine, mentre nel 1956 iniziò la costruzione di un villaggio satellite ai margini di Trieste che porta il nome di Borgo San Sergio.
(Copiato da internet sulla pagina dei Santi di tuttotrieste.net)
Finito il giro del castello siamo usciti e non poteva mancare una foto ricordo sul ponte levatoio.
Scendendo verso le rive siamo passati per le stradine antiche e sul davanzale di una finestra c'era un micio che si godeva la bella giornata.
Camminando per i vicoli siamo arrivati in piazza dell'Unità d'Italia che era chiusa per metà perché stavano montando il palco per la festa del 31 dicembre.
Per fortuna hanno lasciato fuori il presepe.
La foto non è venuta un granché però mi piace postarla ugualmente come simbolo della rinascita.
Finisce qui il giro turistico.
Auguro a tutti un buon 2020
venerdì 20 dicembre 2019
Brevi camminate
Dall'ultima tappa della via Flavia non ho più fatto lunghe camminate perché non sempre il corpo riesce fare ciò che vuole fare la testa quindi ho dovuto fermarmi perché la stanchezza accumulata non riuscivo a smaltirla.
L'ultima camminata più lunga è stata lo scorso mese sempre da casa alla fine della ciclopedonale Giordano Cottur nel rione San Giacomo.
Le gambe fremono per andare e per fortuna il tempo climatico è venuto in mio soccorso in quanto con tanti giorni di pioggia ha fatto sì che io rimanessi a casa però appena il cielo non piangeva più uscivo a fare delle brevi camminate.
Se da una parte certe piante fanno vedere i colori caldi autunnali e gli alberi ormai sono spogli dall'altra ci sono i fiori e l'erba verde brillante come in primavera.
La temperatura di questo periodo non fa pensare che sia inverno perché anche la natura crede sia primavera.
Stamattina era nuvoloso e siccome dovevo uscire ho approfittato di fare solo l'ultimo pezzo della ciclopedonale, sempre la stessa che finisce nel rione San Giacomo.
E' proprio vero che anche se si va mille volte nello stesso posto ogni volta si scopre qualcosa di nuovo.
Poco prima di arrivare ho visto un cartello e mi sono fermata a leggere.
Non so quante volte sono passata davanti e non l'avevo mai notato.
Anche queste scoperte mi stimolano ad andare a camminare negli stessi posti perché ogni volta noto qualche cosa di nuovo.
L'ultima camminata più lunga è stata lo scorso mese sempre da casa alla fine della ciclopedonale Giordano Cottur nel rione San Giacomo.
Le gambe fremono per andare e per fortuna il tempo climatico è venuto in mio soccorso in quanto con tanti giorni di pioggia ha fatto sì che io rimanessi a casa però appena il cielo non piangeva più uscivo a fare delle brevi camminate.
Se da una parte certe piante fanno vedere i colori caldi autunnali e gli alberi ormai sono spogli dall'altra ci sono i fiori e l'erba verde brillante come in primavera.
La temperatura di questo periodo non fa pensare che sia inverno perché anche la natura crede sia primavera.
Stamattina era nuvoloso e siccome dovevo uscire ho approfittato di fare solo l'ultimo pezzo della ciclopedonale, sempre la stessa che finisce nel rione San Giacomo.
E' proprio vero che anche se si va mille volte nello stesso posto ogni volta si scopre qualcosa di nuovo.
Poco prima di arrivare ho visto un cartello e mi sono fermata a leggere.
Non so quante volte sono passata davanti e non l'avevo mai notato.
Anche queste scoperte mi stimolano ad andare a camminare negli stessi posti perché ogni volta noto qualche cosa di nuovo.
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