domenica 4 agosto 2019

La ripartenza

Dopo tanto tempo che sono rimasta ferma causa forza maggiore, vedere post precedente, finalmente posso ricominciare a camminare anche se devo fare brevi percorsi per sgranchire le gambe e riabituare i muscoli, con pazienza e piano piano aumentando la lunghezza del percorso spero di ritornare a macinare chilometri come prima.
Per cominciare stamattina mi sono alzata presto per andare a fare quattro passi visto che la temperatura lo permetteva.
Ieri sera avevo preparato lo zainetto e per il "non si sa mai" ho preso due contenitori, per cosa? Lo svelo subito: avevo intenzione di andare dove lo scorso anno per ferragosto avevo raccolto tanta frutta, ho fatto bene a portarli perché ho raccolto tante more e susine.
Non ho fatto molti km, solo 4,5 tra andata e ritorno e ho impiegato ben 5 ore e mezza tra pause brevi, due pause lunghe e la raccolta della frutta.
La fatica è stata pienamente ricompensata: la frutta che ho raccolto, i caprioli che mi sono passati vicino e non ho fatto in tempo a fotografare, un rapace che volteggiava in cielo solo che era troppo in alto per fotografarlo e per finire il posto dove mi sono fermata a riposare, seduta sulla panchina all'ombra degli alberi con il rumore dell'acqua che scorre nel vecchio lavatoio e le pareti di roccia calcarea che circonda il piazzale.
E' stata una bella domenica anche se per tutto il pomeriggio ho riposato.
Anche il caldo ha contribuito alla stanchezza, dovrò aspettare che scenda la temperatura per tornare a camminare. Purtroppo io sono una che soffre molto il caldo da stare veramente male.
Ecco le foto di stamattina:

                                                                       Ape nel fiore

                                                    Campanile di Bagnoli della Rosandra

                                                       Freccia che segnala la Via Flavia

                                                           Torrente Rosandra in secca

                                                                  Vecchio lavatoio

                                                               Grotta sotto la roccia

                                             Vasca piena d'acqua nella grotta di cui sopra

                                                                     Farfalla a riposo

                                                           Tettoia attorno agli alberi

                                                                 La frutta raccolta

lunedì 1 luglio 2019

Cammino diverso

Dall'ultimo post ne sono passati di mesi ma un motivo c'è e anche serio.
Come succede tutti i giorni a tante donne è successo anche a me che "la bestia nera" come l'ho chiamato io, mi cambiasse totalmente la vita.
In ottobre dopo il pap test non leggibile il medico mi manda a fare la visita ginecologica e da questa visita la ginecologa ha subito capito che all'interno dell'utero si era formata la bestia nera. Dopo altri accertamenti viene confermata la diagnosi: carcinoma endometriale di alto grado avanzato più altre cose correlate.
Inizia così l'iter di tutti gli esami preoperatori e alla fine arriva il colloquio con il chirurgo che mi prospetta un trattamento chemioterapico per evitare lo spargimento di cellule cancerogene durante l'intervento.
Morale sotto ai piedi e lacrime di disperazione.
Ingoiato il rospo si parte.
Inizio del trattamento a fine gennaio e dopo la ripetizione di tutti gli esami e altro colloquio con il chirurgo si decide per l'intervento.
Il 17 aprile al mattino presto mi portano in sala operatoria e dopo più di cinque ore mi riportano in camera. L'intervento è avvenuto in laparoscopia con l'asportazione di tutto ciò che si poteva asportare. Purtroppo qualcosa è rimasto e questo viene combattuto con altri tre cicli di chemioterapia che ancora non ho finito, me ne manca uno.
Oltre alla chemioterapia dovrò sottopormi anche a radioterapia e poi controlli dapprima ravvicinati poi più diradati, questi sono necessari perché questo tipo di tumore potrebbe essere recidivo quindi bisogna prenderlo prima possibile.
Dopo questo bollettino medico voglio aggiungere un paio di cose.
Il 26 marzo 2018 inconsapevole di avere già dentro di me la bestia nera sono partita per il Cammino di Santiago finendolo e proseguendo poi fino a Muxia e Finisterre.
Durante tutti questi giorni e tutti i 950 km non ho avuto nessun disturbo quindi non avevo motivo di essere preoccupata così come al mio ritorno a casa durante l'estate che sono andata al mare tranquillamente e poi in ottobre ho partecipato al raduno dei Pellegrini per sempre in Sardegna, solo al mio ritorno ho scoperto tutto.
Adesso faccio un salto indietro fino al febbraio del 2018 perché è stato allora che mi sono accorta di qualche piccola perdita di sangue, l'ho detto subito al medico di base ma non ha dato importanza alla cosa e mi ha detto che solo se si ripeteva allora avremmo fatto un controllo. Purtroppo si è verificato nuovamente solo in ottobre ed era già allo stadio avanzato.
Consiglio a tutte le donne di non trascurare alcun sintomo strano e tantomeno le perdite specialmente dopo anni di menopausa.
Mi sono dilungata forse troppo ma ci tenevo a raccontare la mia storia che è simile a quella di tante, troppe donne anche per dire loro di non mollare mai e di combattere contro la bestia nera con tutte le forze.
Voglio ringraziare tutto il personale dell'ospedale Burlo Garofolo di Trieste, dalle segretarie all'equipe chirurgica, dalle oss alle infermiere/i. Ringrazio tutti i tecnici e infermiere/i per la loro gentilezza e umanità.
Ringrazio tutto il personale del reparto di oncologia all'ospedale Maggiore di Trieste.
Ringrazio gli amici che mi hanno sostenuto e ancora lo stanno facendo.
Ringrazio mia figlia e mio genero che mi sono stati vicino e che mi hanno coccolata e aiutata e continuano a farlo con amore.
Purtroppo mio figlio non lo può fare essendo lontano ma con il pensiero e con tanta preoccupazione mi è stato vicino anche lui.
I miei amici mi hanno soprannominata Tigrotta perché dicono che sono una che lotta come la tigre con gli artigli e con i denti. A volte però anche la tigrotta si sente un micino ma mi hanno detto che anche i micini graffiano quindi la lotta continua.

Sono sicura che anche questo difficile cammino avrà un arrivo e allora sarà grande emozione come entrare in Plaza de Obradoiro a Santiago de Compostela dopo un lungo e impervio cammino.



mercoledì 24 ottobre 2018

Ciclopedonale Cottur direzione San Giacomo

Il mio progetto per un prossimo cammino è la Via Flavia a Trieste che inizia a Lazzaretto Muggia (Ts) e termina ad Aquileia comune in provincia di Udine quindi ho iniziato l'allenamento con lo zaino da cammino e ieri ho fatto la prima camminata di 15 chilometri circa facendo un pezzo della Via Flavia.
Sono partita da casa a piedi e sono arrivata a Bagnoli della Rosandra che è l'arrivo della prima o seconda tappa, secondo i chilometri che uno vuol fare.

                                  Bagnoli della Rosandra-Chiesa di San Giovanni Battista


Da qua sono salita verso la ciclopedonale seguendo le frecce gialle e i segni bianco-rossi del CAI

                                                                  Freccia  da seguire



Ultima freccia prima della ciclopedonale


Arrivata sulla ciclopedonale Cottur ho preso la direzione verso Trieste anche questa segnalata da una freccia gialla sulla ringhiera.


Dopo un bellissimo tratto da cui si gode di un panorama molto vario, il mare sullo sfondo, il porto di Trieste, le colline ancora verdeggianti e gli orti o campi sulle dorsali collinari, ci sono anche diversi ruscelli che però se non piove sono tutti secchi come in questo periodo.

                                                              Bacche rosa autunnali


Oltre una rete di recinzione c'e' un pergolato e sotto tutto il necessario per banchettare all'aperto, c'è una specie di forno dove si cuoce alla griglia, c'è un grande tavolo con le panche e su una di queste è seduto un manichino per far compagnia a un asinello in modo che non si senta solo.



                                                        L'asinello amico del manichino
Essendo la ciclopedonale una ex ferrovia lungo il percorso ci sono dei tunnel più o meno lunghi, questo verso la città è il più lungo. 

                                                              Entrata del tunnel


 Dentro al tunnel



       Uscita del tunnel



Lungo il cammino si passa più volte sotto dei viadotti della superstrada e sul pilone di uno di questi c'è un murales anche se è un po' rovinato mi piace.



Ogni tanto ai lati ci sono di varie specie di piante e arbusti in particolare tanti cespugli di rosaspina che in questo periodo sono ricoperti di bacche rosse che spiccano tra il verde delle altre piante.

 Bacche di rosaspine


Dopo questo tratto finisce lo sterrato e inizia l'asfalto passando molto vicino alle abitazioni delimitate da reti ricoperte da vari rampicanti tra cui la campanula che ancora fiorisce.



Purtroppo si comincia a sentire il rumore del traffico cittadino, tutto questo continua fino alla fine del percorso che si trova nel rione di San Giacomo a Trieste.

                                           Uscita o entrata della ciclopedonale Cottur


Da qui si percorre un pezzo della via Antonio Gramsci fino a Campo San Giacomo dove c'è la chiesa parrocchiale San Giacomo Apostolo altro punto importante della Via Flavia dove si può farsi mettere il timbro sulla credenziale che serve per avere degli sconti nelle strutture ricettive che hanno aderito al progetto.

 Fiori di siepe in Campo San Giacomo



 Chiesa parrocchiale di San Giacomo Apostolo


Tirando la somma di ieri devo dire che dopo 15 chilometri con uno zaino di quasi 10 chilogrammi sulla schiena ho risentito della non preparazione, oggi le gambe che si rifiutano di reggere il mio corpo quindi non mi resta altro che intensificare l'allenamento altrimenti posso scordarmi altri cammini brevi o lunghi che siano con lo zaino in spalla.

                                           

                                               

                                       

martedì 16 ottobre 2018

Raduno sardo

Da due anni e quattro mesi sono iscritta al forum Pellegrini per sempre, ogni anno o quasi si fa un raduno in Sardegna per tutti gli iscritti al forum e quest'anno ho partecipato anch'io grazie al mio amico che è venuto anche lui.
Siamo stati a Torre Grande che è una frazione di Oristano, abbiamo alloggiato nella Casa vacanza Stella Maris vicinissima al mare, basta attraversare una piccola strada e si è in spiaggia.
Per fortuna il tempo ci ha regalato quattro giornate splendide, sole ma non troppo caldo però nelle ore centrali si poteva fare il bagno che l'aqua era ancora bella e non fredda.
Tra tutti i partecipanti al raduno c'erano diversi sardi e ci hanno raccontato un po' di usi e costumi della loro terra e anche un po' di storia.
Il mio amico ed io siamo arrivati giovedì 11 ottobre di sera e siamo stati accolti da chi era già arrivato come se ci conoscessimo da sempre, da qualche giorno prima erano iniziate a girare le farfalle nello stomaco dall'emozione e dall'ansia per come sarei stata accolta tra di loro che già si conoscono poi una volta arrivata le farfalle sono scomparse di colpo e mi sono sentita subito in famiglia.
Il venerdì mattina, dopo aver fatto una buona colazione ci siamo sistemati nelle varie automobili e siamo partiti per Tharros (Tharros è un sito archeologico della provincia di Oristano, situato nel comune di Cabras, in Sardegna. La città si trova nella propaggine sud della penisola del Sinis che termina con il promontorio di capo San Marco.) 
Abbiamo camminato fino sulla punta della penisola del Sinis dove c'è il faro, durante la camminata siamo passati davanti agli scavi archeologici e alla Torre di San Giovanni: descrizione qui: http://www.tharros.sardegna.it/visita-il-sinis/torre-di-san-giovanni-e-torre-vecchia/
Dopo questo giro ci siamo spostati alla spiaggia di Is Arutas che è una spiaggia formata da granelli di quarzo che sembrano chicchi di riso di diversi colori ed è assolutamente vietato portar via anche solo uno, per entrare e uiscire ci sono delle passerelle per camminare meglio e quando si esce alla fine ci sono dei punti appositi dove scrollare scarpe o ciabatte o i piedi per chi è scalzo altrimenti se si viene presi con i sassolini c'è la multa che va da un minimo di 300 euro a un massimo di 3000 euro, meglio rininciare al ricordino della spiaggia.
Per chi fosse interessato a descrizioni accurate questo è il sito: https://www.sardegnaturismo.it/it/esplora/arutas
Purtroppo avevo lasciato il costume da bagno in camera perché pensavo che si tornava alla base per andare al mare così mi sono fatta una lunga passeggiata sulla spiaggia mentre gli altri si godevano il mare.
Dopo questa sosta siamo ritornati alla Casa vacanza e dopo le varie incombenze ci siamo poi ritrovati sulla spiaggia per assistere allo spettacolo della natura: il tramonto, ma non un tramonto qualsiasi ma un tramonto mozzafiato che a guardarlo sulle fotografie non rende l'idea neanche lontanamente, bisognava esserci per capire.
Finito il tramonto sono arrivate le comitive di zanzare che ci hanno circondato e siamo scappati via alla svelta, nonostante l'antizanzare ci volevano dissanguare lo stesso....malefiche bestiacce....
La giornata si è conclusa con la cena comunitaria e poi nell'altra sala dove era tutto pronto per far baldoria. 
Le mie considerazioni le farò alla fine della prossima giornata, ora le foto di questa:
















Sabato mattina mentre aspettavo che gli altri finissero di far colazione mi sono recata in spiaggia per fare una passeggiata vicino al mare, ero da sola, una meraviglia vedere il sole che sorge senza i rumori del traffico o della gente.
Verso le nove raduno in parcheggio per sistemarci come il giorno precedente e via per un altro giro.
Per prima cosa si va a San Salvatore di Sinis per visitare l'ipogeo che si trova sotto alla chiesa con il nome del santo che il pomeriggio del giorno prima era chiusa in quanto è aperta solo di mattina.
San Salvatore di Sinis è un borgo medioevale che prende il nome dalla chiesa.
Questo ha tanta storia e chi volesse saperne di più può leggere qui: http://www.visitarelasardegna.com/San_Salvatore-ITA.htm
Dopo questo siamo andati a visitare il parco archeologico naturalistico di Santa Cristina e qui siamo stati accompagnati dalla guida che ha raccontato tante cose che altrimenti da soli non si apprezza ciò che si vede. E' un ex archeologo di mestiere per passione ma continua ancora per conto suo gli studi dei nuraghi e  adesso fa la guida nel parco, è simpaticissimo e spiega in un modo tanto semplice e con un modo di fare che non annoia anzi si sta volentieri ad ascoltarlo.
Dentro al parco c'è il pozzo sacro di Santa Cristina, anche qui nell'antichità si praticava il rito dell'acqua come nell'ipogeo.
Per saperne di più: https://www.sardegnanatura.com/esplora-la-sardegna/aree-archeologiche-sardegna/1416-area-archeologica-di-santa-cristina-paulilatino.html
Dopo il bellissimo giro ci siamo fermati a pranzare nel ristorante vicino all'entrata del parco. Con calma poi ci siamo diretti alla base dove alcuni poi sono andati a visitare il Museo Civico di
Cabras e gli altri in spiaggia e io ero una di questi.
Sono corsa in camera, ho indossato il costume e via in mare subitissimo anche perché erano già quasi le 16 e il caldo sarebbe durato ancora poco.
Anche se al primo tocco con il piede l'acqua sembrava freddissima poi mi sono decisa e mi sono immersa e da quel momento non avrei più voluto uscire, stavo troppo bene, il mare calmo, l'acqua limpida, i pesciolini che giravano intorno alle gambe, eravamo solo noi e nessun altro in spiaggia, tutto troppo bello e come sempre quando si sta bene il tempo vola.
Altro tramonto da cartolina.
Alla sera dopo cena altra baldoria, scambio di piccoli regali ma di grande valore perché donati con Amore a tutti i partecipanti.










Passata la notte arriva la domenica e dopo la colazione e la Santa Messa, essendo una struttura religiosa alle 9 c'è la messa nella cappella dove chiunque può assistere, ci ritroviamo nel parcheggio per iniziare con i saluti. Prima di tutto però un saluto al mare ci vuole poi a chi parte prima e via via a tutti gli altri.
In quesl momento i sentimenti si mischiano, la felicità per essere stata in compagnia di persone stupende e ringrazio tutti di cuore, la tristezza perché era già finito tutto dopo aver aspettato con ansia tanti giorni il momento di partire, la gioia di aver conosciuto persone che prima erano solo nomi virtuali e la difficoltà per me di abbinare i nomi alle persone e ricordarmeli tutti non è stato facile, confesso che tutti tutti non li ricordo ma sono stampati lo stesso nel cuore.
Questo è l'epilogo del Decimo Raduno dei PPS Pellegrini per sempre.
Ringrazio Edo che è l'Admin e senza di lui non ci sarebbe stato il forum e di conseguenza nemmeno queste conoscenze.
Ringrazio Patrizia alias Sardina che ha organizzato il raduno in modo impeccabile e chi l'ha aiutata.
Ringrazio il mio amico Enzo e lui sa il perché.
Senza fare nomi ringrazio tutti gli altri per avermi accolta nel gruppo con tanto affetto.
Questo è il sito: https://www.pellegrinipersempre.it/forum/