sabato 2 novembre 2019

Tappe della Via Flavia a pezzi.

Prima di andare a Bologna ho continuato la mia riabilitazione con le camminate.

Il 23 ottobre sono partita da casa fino a Bagnoli della Rosandra e da lì ho seguito le frecce gialle del cammino della via Flavia arrivando sulla ciclopedonale Giordano Cottur.
Non l'ho percorsa tutta ma sono uscita in via dell'Istria per poi prendere il bus per tornare a casa.

In questa camminata ho percorso circa 12 chilometri in diverse ore che in questo contesto il tempo non mi interessa, l'importante è riabituare i muscoli a lavorare.


Di questo tratto ho già postato diverse foto nei blog precedenti quindi questa volta mi limito a postare foto dei fiori che ho visto lungo il tragitto.






Oltre ai fiori ho visto pure un asparago selvatico che ha sbagliato stagione, pensava forse sia primavera visto le temperature calde.




L'ultima freccia prima di entrare sulla ciclopedonale Cottur




Il 25 ottobre sono arrivata con il bus in via dell'Istria dove avevo concluso la mia tappa e da lì sono ripartita verso Trieste. 
Nel rione di San Giacomo finisce la ciclopedonale e si arriva in Campo San Giacomo dove c'è la chiesa.









Da San Giacomo si continua lungo la strada fino ad arrivare a San Giusto.

Campanile della Cattedrale di San Giusto Martire


Castello di San Giusto


Castello di San Giusto e resti romani


La lira che suona quando soffia la bora


Da San Giusto sono scesa per le viuzze della città vecchia.

Tor Cucherna. L'unica torre rimasta delle mura di cinta della città

Interno della torre


Pozzo presso Tor Cucherna


Chiesa di Santa Maria Maggiore



Arrivata in fondo alla discesa sono sbucata in piazza Dell'Unità d'Italia





Proseguendo sulle rive passando il CanalGrande

Arrivata alla Stazione Centrale sono salita sul bus e tornata a casa.
Totale di questa camminata circa 9 chilometri.

Il primo novembre ho continuato dalla Stazione Centrale fino a Miramare per finire a Grignano.
Questa tappa fa sempre parte del cammino della Via Flavia. 
In totale questo tragitto è stato di circa 10 chilometri, siccome è tutta pianura non ho faticato quindi non pensavo di aver percorso tanti chilometri l'unica parte negativa è che essendo strada provinciale molto trafficata c'è tanto rumore e tanto smog anche se per camminatori e ciclisti c'è la pista a lato sul marciapiede quindi si cammina in sicurezza.

Viale Miramare

Fontana di Barcola
                                       
A lato della fontana c'è la statua in bronzo La Nuotatrice realizzata da Ugo Carà nel 1986

                      Lungomare verso il castello di Miramare                  


Riserva marina del WWF antistante il parco e il Castello di Miramare. In lontananza si vede l'entrata del parco.

Arrivata nel parco e approfitto per un breve riposo prima di finire il giro.

Alla prossima camminata.

lunedì 28 ottobre 2019

Bologna

Dopo le camminate nei dintorni di casa sono andata a Bologna dal mio amico Enzo e con lui che mi faceva da autista siamo andati in giro fuori Bologna a visitare tanti bei posti che nemmeno lui conosceva ed è grazie alle mie ricerche su internet dei posti da vedere che li ha conosciuti anche lui.
Sono stati cinque giorni belli anche come meteo che ci ha permesso di gironzolare e scattare tante belle foto, siccome sono troppe ho fatto una cernita e le ho radunate in un breve video.



mercoledì 9 ottobre 2019

Ricomincio da 6 Km

Continuo il racconto del mio cammino diverso.

Lunedì 7 ottobre 2019 data da incorniciare perché ho finito la radioterapia iniziata il 19 agosto.
Con in mano la lettera di fine terapia sono uscita dall'ospedale con le lacrime che facevano capolino per la felicità di aver finito e di non avere più lo stress di dover andare tutti i giorni in ospedale. L'ansia rimane ancora anche se cerco di non pensarci perché l'esito si saprà solo dopo il controllo a metà gennaio.

Per festeggiare l'avvenimento ieri ho tirato fuori il mio piccolo zaino con le cose necessarie, i bastoncini da trekking e via a camminare.
Sono partita da casa e la meta era Bagnoli della Rosandra che dista circa 3 km, con il mio passo da chiocciolina e ogni qualvolta serviva mi fermavo per una breve sosta e nonostante questo mio lento andare ci ho impiegato circa un'ora minuto più minuto meno, pensavo peggio.
Quando sono arrivata non mi sembrava vero che ero ancora così piena di energia, prima di intraprendere il ritorno mi sono fermata una mezz'ora in modo da riprendere la strada di casa al pieno delle forze.


Bagnoli della Rosandra
Campanile in pietra costruito in stile veneziano.
E' uno dei pochi che ha ancora le campane che suonano veramente.

Durante il ritorno ero distratta dai colori della natura e mi fermavo spesso a guardare i fiori, le foglie, la campagna con i vigneti o i campi pieni di ulivi, colori che neanche la tavolozza del più bravo pittore riuscirebbe a creare. 


Amaranthus caudatus o Amaranto detto anche Coda di gatto.

Davanti al cancello di una casa c'era un grande vaso incastrato nei sassi con questi fiori. In fotografia non rendono molto anche perché erano sotto il sole e non si vede molto bene il colore ma vederli dal vero sono magnifici.

Tra gli alberi si sentivano tanti uccellini con diversi cinguetii e un piccolo pettirosso che si è posato per un momento sul muretto e sui sassi ancora qualche lucertola a scaldarsi al sole. 

Continuando il mio percorso con calma sono arrivata a casa quasi senza accorgermi, ero stanca però una stanchezza normale dopo aver camminato altri 3 Km quindi tra andata e ritorno fanno 6 Km, ecco il perché del titolo di questo blog.
Ovviamente quando vado a fare queste camminate non torno mai a mani vuote anche se il bottino è stato scarso non mi lamento perché se restavo a casa non avevo niente.


Il mio bottino autunnale.

Il prossimo blog sarà diverso però improntato sempre sulla continuazione del nuovo cammino di vita.

martedì 27 agosto 2019

Weekend da turista

Questo fine settimana ho approfittato della presenza del mio amico bolognese per fargli vedere qualcosa di bello e fare la turista nella mia città Trieste, anzi fuori città, sull'altipiano dove si sta meglio essendoci sempre un po' di vento.
Premesso che io soffro molto il caldo, abbiamo preferito uscire di mattina per evitare le ore più terribili.
                                              
Sabato 24 agosto                                                                    
Il primo posto in cui siamo andati è stato il Santuario Mariano di Monte Grisa che si trova in cima al monte da cui si gode del panorama su tutto il Golfo di Trieste.

                                               Il Santuario visto dal lungomare di Muggia
                                             
                                                      Panorama sulla città e sul Golfo

Castello di Miramare visto da Monte Grisa


Abbiamo fatto un giretto attorno al Santuario prima di entrare.
C'è il bar e ci sono tanti tavoli con le panche per riposare, mangiare qualcosa o semplicemente stare all'ombra sotto agli alberi a riposare al fresco.

La sottoscritta prima di entrare in bar a prendere un mega gelato

La Madonnina all'esterno del Santuario

Monumento ai Caduti senza nome

Una delle strazioni della via Crucis con l'alabarda simbolo di Trieste

Il Santuario Mariano meglio conosciuto simpaticamente dai triestini come formaggino


All'interno ci sono due Chiese su due piani, sono molto spaziose e luminose. In quella sotto ho fatto qualche scatto mentre sopra non me la sono sentita in quanto stava per iniziare un funerale, anche se erano ancora tutti fuori ho solo guardato e sono uscita. 







Domenica 25 agosto
La domenica mattina siamo andati a fare un giro nel parco di Villa Revoltella, anche questo sito si trova abbastanza in alto e si affaccia sul mare con una vista stupenda sul Golfo di Trieste e se l'aria è pulita e non c'è foschia si ha un panorama molto più ampio.
Come si entra dal cancello si passa davanti alla casa del custode  e ci si trova davanti una vasca grande o laghetto, non so come definirlo, con dentro pesci di tutte le misure e le solite tartarughe abbandonate, purtroppo galleggia di tutto perchè le persono portano gli scarti delle verdure e li buttano in acqua come cibo.

                                                      Tartarughe d'acqua abbandonate

Pesci d'acqua dolce di tutte le misure

Questo laghetto si trova subito davanti alla chiesa di San Pasquale da Bylon dove si svolgono le normali funzioni religiose ma anche matrimoni, battesimi, ecc...
Sotto alla chiesa c'è la cripta con i sepolcri del Barone Revoltella e della madre.
A fianco dell'ingresso della cripta partono due rampe di scale che portano al terrazzo e al vestibolo della chiesa.


Sul lato opposto della casa del custode si trova una bella gloriette e li vicino c'è la casa parocchiale e le vecchie scuderie ora magazzino.


Continuando la passeggiata nel parco si arriva alla villa che ormai è disabitata e in degrado, purtroppo solo la facciata frontale è stata recuperata e si presenta in condizioni accettabili.


Di fronte alla villa ci sono le panchine dove ci si può riposare guradando il meraviglioso panorama.



Nel parco ci sono anche altre cose da vedere e lo consiglio a chi viene a Trieste come turista.
C'è anche il parco giochi per i bambini che vengono accolti da una bella statua di Pinocchio.

Quello che ho visto passando per i vialetti meno frequentati è l'abbandono sia delle aiuole che delle siepi per non parlare delle statue, delle fontane e le scale chiuse perché pericolose, i vialetti stessi pieni di foglie e rametti che bisogna fare attenzione quando si cammina. 
Essendo parco comunale credo che chi di dovere dovrebbe interessarsi di più per salvaguardare il tutto. 
Si potrebbero rimettere in funzione le serre coltivando le piante autoctone per rimpiazzare quelle secche, visto che sono grandi si potrebbero utilizzare come caa delle farfalle che richiamerebbe tanti visitatori, ristrutturare la villa che potrebbe diventare un museo con annesso un bar e ristrutturare le statue e le fontane per riportare il parco al suo splendore. 
Sono sicura che tutto questo lavoro poi sarebbe ripagato da tanti più visitatori locali e non.

domenica 4 agosto 2019

La ripartenza

Dopo tanto tempo che sono rimasta ferma causa forza maggiore, vedere post precedente, finalmente posso ricominciare a camminare anche se devo fare brevi percorsi per sgranchire le gambe e riabituare i muscoli, con pazienza e piano piano aumentando la lunghezza del percorso spero di ritornare a macinare chilometri come prima.
Per cominciare stamattina mi sono alzata presto per andare a fare quattro passi visto che la temperatura lo permetteva.
Ieri sera avevo preparato lo zainetto e per il "non si sa mai" ho preso due contenitori, per cosa? Lo svelo subito: avevo intenzione di andare dove lo scorso anno per ferragosto avevo raccolto tanta frutta, ho fatto bene a portarli perché ho raccolto tante more e susine.
Non ho fatto molti km, solo 4,5 tra andata e ritorno e ho impiegato ben 5 ore e mezza tra pause brevi, due pause lunghe e la raccolta della frutta.
La fatica è stata pienamente ricompensata: la frutta che ho raccolto, i caprioli che mi sono passati vicino e non ho fatto in tempo a fotografare, un rapace che volteggiava in cielo solo che era troppo in alto per fotografarlo e per finire il posto dove mi sono fermata a riposare, seduta sulla panchina all'ombra degli alberi con il rumore dell'acqua che scorre nel vecchio lavatoio e le pareti di roccia calcarea che circonda il piazzale.
E' stata una bella domenica anche se per tutto il pomeriggio ho riposato.
Anche il caldo ha contribuito alla stanchezza, dovrò aspettare che scenda la temperatura per tornare a camminare. Purtroppo io sono una che soffre molto il caldo da stare veramente male.
Ecco le foto di stamattina:

                                                                       Ape nel fiore

                                                    Campanile di Bagnoli della Rosandra

                                                       Freccia che segnala la Via Flavia

                                                           Torrente Rosandra in secca

                                                                  Vecchio lavatoio

                                                               Grotta sotto la roccia

                                             Vasca piena d'acqua nella grotta di cui sopra

                                                                     Farfalla a riposo

                                                           Tettoia attorno agli alberi

                                                                 La frutta raccolta

lunedì 1 luglio 2019

Cammino diverso

Dall'ultimo post ne sono passati di mesi ma un motivo c'è e anche serio.
Come succede tutti i giorni a tante donne è successo anche a me che "la bestia nera" come l'ho chiamato io, mi cambiasse totalmente la vita.
In ottobre dopo il pap test non leggibile il medico mi manda a fare la visita ginecologica e da questa visita la ginecologa ha subito capito che all'interno dell'utero si era formata la bestia nera. Dopo altri accertamenti viene confermata la diagnosi: carcinoma endometriale di alto grado avanzato più altre cose correlate.
Inizia così l'iter di tutti gli esami preoperatori e alla fine arriva il colloquio con il chirurgo che mi prospetta un trattamento chemioterapico per evitare lo spargimento di cellule cancerogene durante l'intervento.
Morale sotto ai piedi e lacrime di disperazione.
Ingoiato il rospo si parte.
Inizio del trattamento a fine gennaio e dopo la ripetizione di tutti gli esami e altro colloquio con il chirurgo si decide per l'intervento.
Il 17 aprile al mattino presto mi portano in sala operatoria e dopo più di cinque ore mi riportano in camera. L'intervento è avvenuto in laparoscopia con l'asportazione di tutto ciò che si poteva asportare. Purtroppo qualcosa è rimasto e questo viene combattuto con altri tre cicli di chemioterapia che ancora non ho finito, me ne manca uno.
Oltre alla chemioterapia dovrò sottopormi anche a radioterapia e poi controlli dapprima ravvicinati poi più diradati, questi sono necessari perché questo tipo di tumore potrebbe essere recidivo quindi bisogna prenderlo prima possibile.
Dopo questo bollettino medico voglio aggiungere un paio di cose.
Il 26 marzo 2018 inconsapevole di avere già dentro di me la bestia nera sono partita per il Cammino di Santiago finendolo e proseguendo poi fino a Muxia e Finisterre.
Durante tutti questi giorni e tutti i 950 km non ho avuto nessun disturbo quindi non avevo motivo di essere preoccupata così come al mio ritorno a casa durante l'estate che sono andata al mare tranquillamente e poi in ottobre ho partecipato al raduno dei Pellegrini per sempre in Sardegna, solo al mio ritorno ho scoperto tutto.
Adesso faccio un salto indietro fino al febbraio del 2018 perché è stato allora che mi sono accorta di qualche piccola perdita di sangue, l'ho detto subito al medico di base ma non ha dato importanza alla cosa e mi ha detto che solo se si ripeteva allora avremmo fatto un controllo. Purtroppo si è verificato nuovamente solo in ottobre ed era già allo stadio avanzato.
Consiglio a tutte le donne di non trascurare alcun sintomo strano e tantomeno le perdite specialmente dopo anni di menopausa.
Mi sono dilungata forse troppo ma ci tenevo a raccontare la mia storia che è simile a quella di tante, troppe donne anche per dire loro di non mollare mai e di combattere contro la bestia nera con tutte le forze.
Voglio ringraziare tutto il personale dell'ospedale Burlo Garofolo di Trieste, dalle segretarie all'equipe chirurgica, dalle oss alle infermiere/i. Ringrazio tutti i tecnici e infermiere/i per la loro gentilezza e umanità.
Ringrazio tutto il personale del reparto di oncologia all'ospedale Maggiore di Trieste.
Ringrazio gli amici che mi hanno sostenuto e ancora lo stanno facendo.
Ringrazio mia figlia e mio genero che mi sono stati vicino e che mi hanno coccolata e aiutata e continuano a farlo con amore.
Purtroppo mio figlio non lo può fare essendo lontano ma con il pensiero e con tanta preoccupazione mi è stato vicino anche lui.
I miei amici mi hanno soprannominata Tigrotta perché dicono che sono una che lotta come la tigre con gli artigli e con i denti. A volte però anche la tigrotta si sente un micino ma mi hanno detto che anche i micini graffiano quindi la lotta continua.

Sono sicura che anche questo difficile cammino avrà un arrivo e allora sarà grande emozione come entrare in Plaza de Obradoiro a Santiago de Compostela dopo un lungo e impervio cammino.